
"Possiamo chiamarla come vogliamo: crisi, turbolenza, tempesta. Possiamo o no paragonarla a quella del 1929, possiamo chiamarla o vederla come vogliamo. Ma è certo che a partire dall'agosto 2007, dalle profondità misteriose del capitalismo finanziario salgono in superficie scosse fortissime. Le scosse già registrate bastano per porre termine all'illusione fiabesca che il progresso economico possa essere continuo e gratuito. E con ciò segnano l'improvvisio ritorno dal futurismo al realismo, dall'irresponsabilità alla responsabilità, aprendo spazi ad una visione della vita meno materiale e più spirituale".
21 settembre, su un primario quotidiano nazionale, un'importante personalità politica scrive queste parole iniziando un articolo riguardante la crisi dei mutui.
Intanto vi sfidiamo a riconoscere il personaggio politico, e se vi chiedete cosa c'entra con l'ambiente, vi rispondiamo che ambiente, realismo e responsabilità hanno un minimo comune denominatore. Se vi chiedete cosa c'entra l'economia, trovato il personaggio avrete la risposta.
Non si vive di sola spiritualità e neppure di semplici parole, ma troppo spesso di cattiverie e falsità. Ambiente ed economia sono spesso in contrapposizione e non bastano le belle parole per trovare il giusto equilibrio.